Balcani: Fassino, "L'UE cambi passo e acceleri l'allargamento"
27-04-2026 12:40 -
GD - Lubiana, 27 apr. 26 - L'on. Piero Fassino, presidente della Commissione per i Balcani dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, ha detto che “con la pace di Dayton si indicò ai Paesi del Balcani nella integrazione nella UE la via per superare odi e rancori, sollecitando ogni popolo a pensare il proprio futuro non contro il vicino, ma 'con' il vicino. Una strategia sancita nel 2003 dal Consiglio Europeo di Salonicco. Le cose sono andate diversamente. I tempi dell’allargamento si sono continuamente allungati. E oggi, a 30 anni da Dayton e a 25 da Salonicco nessun Paese dei Balcani Occidentali è ancora entrato nell’Unione Europea". Secondo Fassino, intervenendo a Lubiana all’High Level Meeting a cui partecipano esponenti governativi dei Balcani e dell’Unione Europea, “il rallentamento del processo di allargamento ha prodotto tre conseguenze negative: frustrazione e delusione nelle classi dirigenti e nelle opinioni pubbliche della regione; si sono aperte le porte alla presenza nella regione di Cina, Russia, Turchia, Emirati; il rallentamento di Bruxelles ha indotto anche i Paesi candidati a rallentare le riforme necessarie a realizzare convergenza con gli standard europei. E in questo scenario sono riemersi conflitti e pulsioni etniche e nazionalistiche come dimostrano i contenziosi tuttora aperti tra Nord Macedonia e Bulgaria, tra Serbia e Kossovo e tra le comunità che costituiscono la Bosnia-Erzegovina". Il parlamentare italiano ha poi sostenuto che “dovrebbe essere evidente quanto l’integrazione dei Balcani sia importante per la stabilità della regione e per la sicurezza dell’Europa intera, soprattutto di fronte all’aggressività russa e allo spirito antieuropeo del presidente Donald Trump. Peraltro la decisione dell’Unione Europea di aprire le proprie porte all’Ucraina e alla Moldavia impone un nuovo slancio anche per i Balcani Occidentali, perché sarebbe disastroso se l’integrazione di Kiev e Chisinau avvenisse senza l’allargamento ai Balcani Occidentali". "Insomma", ha concluso Fassino, "è urgente cambiare passo: lo deve fare Bruxelles imprimendo una accelerazione ai negoziati con i Paesi candidati, lo devono fare i Paesi candidati accelerando l’adeguamento delle loro legislazioni ai principi e agli standard europei, in particolare in materia di stato di diritto, indipendenza della magistratura, libertà dei media, lotta alla corruzione, tutela dei diritti civili e delle minoranze. Temi su cui il Consiglio d’Europa, con le sue agenzie e con la Commissione di Venezia, già’ oggi offre ai Paesi candidati un contributo concreto".