Libia: intesa Assorestauro e UNDP per restauro e rilancio siti storici
21-04-2026 17:34 -
GD - Bengasi, 21 apr. 26 – Parte da Bengasi un nuovo asse internazionale per la ricostruzione del patrimonio culturale libico. È stato firmato oggi il Memorandum of Understanding tra Assorestauro e l’United Nations Development Programme UNDP, con l’obiettivo di riportare alla vita siti storici danneggiati dal conflitto e trasformarli in motori di sviluppo locale. Alla firma era presente anche Belgassem Hastar, direttore generale del Libya Development and Reconstruction Fund, confermando così il ruolo strategico dell’accordo nei programmi di ricostruzione del Paese. L’intesa introduce un approccio integrato che unisce restauro, innovazione e sostenibilità. Tra gli elementi più rilevanti figura l’impiego di materiali innovativi ad alte prestazioni, sviluppati per operare in contesti complessi, insieme all’adozione di soluzioni sostenibili per l’edilizia e l’illuminazione, capaci di migliorare l’efficienza energetica e la fruizione dei siti storici. Il cuore del programma è la creazione di competenze locali attraverso programmi strutturati di formazione e scambio tra Libia e Italia, con il coinvolgimento di università, imprese e professionisti. L’obiettivo è costruire una nuova generazione di tecnici del restauro direttamente sul territorio. Accanto ai cantieri, spazio anche al digitale. L’accordo promuove l’utilizzo di strumenti avanzati per la documentazione e il monitoraggio degli interventi, insieme a iniziative di coinvolgimento dei cittadini per rendere le comunità parte attiva nella tutela del proprio patrimonio. “La firma di questo Memorandum rappresenta un passaggio operativo importante. Ci consente di lavorare in modo strutturato sulla ricostruzione del patrimonio storico libico e di portare sul campo le competenze della filiera italiana del restauro. L’obiettivo è costruire un collegamento stabile tra operatori libici e imprese italiane e sviluppare, anche attraverso percorsi formativi strutturati, competenze locali. Bengasi può diventare un banco di prova per un modello di ricostruzione che unisce tutela del patrimonio, innovazione tecnologica, sostenibilità e cooperazione internazionale”.