Festival Geopolitica Europea: Sicurezza, identità e nuove mappe economiche

11-04-2026 10:11 -

GD- Venezia Mestre, 11 apr. 26 - Sicurezza, identità e nuove mappe economiche: al Festival della geopolitica di Venezia Mestre l’Europa si interroga sul proprio futuro.
La seconda giornata della sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea, ospitata nel Museo del ‘900 di Venezia Mestre, ha offerto una disamina articolata sulla prontezza operativa dell’Unione Europea in un contesto globale segnato dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Durante il panel mattutino, esperti come Paolo Casardi, Stefano Cont, Claudio D’Angelo, Alessandro Politi, Raffaele Speranzon e Francesco Zampieri hanno delineato i contorni di una crisi multidimensionale che investe i settori bellico, energetico ed economico, mettendo in luce le fragilità di una NATO privata del suo storico baricentro a causa della nuova postura della politica estera statunitense.
In questo scenario di incertezza, la discussione ha toccato temi cruciali come il possibile ritorno alla leva obbligatoria e la necessità di una standardizzazione degli armamenti per proteggere snodi strategici quali lo stretto di Bab El-Mandeb, fondamentali per evitare l’isolamento del Mediterraneo.
La dimensione umana del conflitto è stata invece portata al centro dal contributo di Francesca Lazzari di AVSI Foundation, che in collegamento da Beirut ha descritto l’emergenza dei profughi in Libano, dove un terzo della popolazione è sfollato, mettendo a dura prova la tenuta sociale del Paese. Il dibattito si è poi spostato su un piano ontologico e identitario con Adriano Benedetti, Massimo Donà, Eugenio Capozzi e Giuseppe Limone, i quali hanno analizzato la crisi d’identità di un’Europa che fatica a definire il proprio ruolo post-Guerra Fredda, arrivando a interrogarsi sulla tenuta delle democrazie moderne e sulla possibilità di sacrificare interessi individuali per obiettivi collettivi come la creazione di un esercito comune.
Il tema dei confini è stato ulteriormente sviscerato nel panel moderato da Massimo Nava con Sirio Zolea, Benedetta Liberali, Maurizio Melani e Davide Rossi, che hanno esplorato l’artificialità delle frontiere terrestri e la nuova frontiera spaziale delle orbite basse, sottolineando come l’equilibrio tra integrità territoriale e autodeterminazione sia l’unica via per evitare lo scontro bellico e favorire processi diplomatici basati sul rispetto delle storie altrui.
La voce dell’Ucraina è giunta attraverso l’amb. Oksana Amdzhadin, che ha chiarito la distinzione fondamentale tra russofoni e russofili, auspicando un maggiore sostegno militare ed energetico e una cooperazione più stretta con l’Ungheria e l’Unione Europea.
Sul fronte dell’industria e dell’innovazione, il panel moderato da Maurizio Cerruti con Andrea Bos, Gabriele Cafaro, Sabrina Zuccalà e Angelo Giuliana ha evidenziato le eccellenze italiane nella difesa, trattando temi d’avanguardia come la produzione sottomarina, l’uso strategico dell’idrogeno, la crittografia quantistica e la necessità di una maggiore autonomia domestica nella produzione di droni attraverso il Polo Nazionale Droni.
Innfine, i lavori si sono concentrati sulle nuove mappe dell’economia mondiale con Carlo Carraro, Maurizio Melani, Piero Martin e Paolo Guerrieri, i quali hanno evidenziato come l’interdipendenza economica sia al contempo fonte di prosperità e di estrema vulnerabilità. Gli esperti hanno suggerito una necessaria diversificazione dei partner commerciali e una transizione dal paradigma del profitto finanziario a quello della sicurezza energetica, ribadendo che per progredire nel nuovo contesto geopolitico l’Europa deve saper interpretare con coraggio le dinamiche di un mercato sempre più selettivo e influenzato dalle rotte dell’energia.

Fonte: Festival Geopolitica Europea