Budapest e Mosca: il piano segreto in 12 punti che scuote l’Europa

08-04-2026 15:07 -

GD - Budapest, 8 apr. 26 - Il governo ungherese avrebbe sottoscritto un accordo riservato con la Russia per ampliare i rapporti bilaterali in ambito economico, commerciale, energetico e culturale.
La notizia, diffusa dalla testata paneuropea “Politico” sulla base di documenti governativi russi, giunge in un momento di fortissima tensione tra Budapest e le istituzioni europee, a pochi giorni dalle elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile.
Secondo quanto rivelato, il 9 dicembre 2025, nel corso del sedicesimo incontro della Commissione intergovernativa russo-ungherese per la cooperazione economica, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto e il ministro della Sanità russo Mikhail Murashko avrebbero firmato un piano articolato in dodici punti.
Il documento stabilirebbe le modalità di allineamento tra i due governi in settori che spaziano dal combustibile nucleare all’istruzione, dallo sport all’energia.
La Commissione, istituita nel 2005, si riunisce con cadenza annuale, ma ha registrato una pausa significativa tra il quattordicesimo incontro del novembre 2021 e il quindicesimo del settembre 2024, coincidente con la fase più acuta delle tensioni internazionali legate al conflitto in Ucraina.
Tra i punti più rilevanti dell’accordo figura l’impegno a invertire la tendenza negativa nel commercio bilaterale, ridottosi sensibilmente a causa delle sanzioni dell’Unione europea nei confronti di Mosca.
Il piano prevede inoltre l’apertura alle aziende russe per nuovi progetti nel settore dell’energia elettrica e dell’idrogeno sul territorio ungherese, oltre a una più stretta cooperazione nei comparti petrolifero, del gas naturale e del nucleare civile.
Sul piano culturale ed educativo, Budapest avrebbe acconsentito a esplorare il rafforzamento dell’insegnamento della lingua russa nel Paese attraverso l’importazione di docenti dalla Russia, insieme al riconoscimento reciproco dei titoli accademici e all’avvio di programmi di scambio per studenti laureati.
Le due parti avrebbero inoltre sostenuto iniziative di scambio in ambiti eterogenei, dallo sport alle arti circensi, e si sarebbero accordate su un piano d’azione congiunto per il biennio 2026-2027 nella collaborazione sportiva, nonostante Mosca sia stata ripetutamente accusata di strumentalizzare eventi culturali per diffondere narrazioni favorevoli alla propria posizione sul conflitto ucraino e per conferire legittimità internazionale al regime del Cremlino.
La rivelazione si inserisce in un quadro più ampio di crescente vicinanza tra Budapest e Mosca, documentato anche da altre inchieste giornalistiche di rilievo internazionale.
Nelle ultime settimane, registrazioni audio pubblicate da un consorzio investigativo composto da Vsquare, Frontstory, Delfi Estonia, The Insider e l’Investigative Center of Jan Kuciak hanno portato alla luce telefonate tra Szijjarto e il suo omologo russo Sergei Lavrov.
Dalle conversazioni emergerebbe la disponibilità del ministro ungherese a trasmettere informazioni riservate sulle deliberazioni del Consiglio dell’Unione europea e ad adoperarsi per la rimozione di soggetti russi dalle liste sanzionatorie europee. Un funzionario europeo citato dal “Washington Post” ha sostenuto che, di fatto, ogni riunione dell’Unione Europea avrebbe avuto Mosca come interlocutore indiretto per anni.
Interpellato da “Politico”, Szijjarto ha respinto le accuse affermando che la cooperazione bilaterale ungherese è guidata dall’interesse nazionale e non da pressioni esterne. La testata ha precisato di non essere riuscita a verificare autonomamente l’autenticità dei documenti.
In uno dei testi del piano si puntualizza peraltro che il rafforzamento dei legami tra Ungheria e Russia non dovrebbe risultare incoerente con gli obblighi derivanti dall’appartenenza di Budapest all’Unione Europea, una clausola che appare tuttavia difficile da conciliare con il regime sanzionatorio vigente.
La questione assume una dimensione ulteriore alla luce delle elezioni del 12 aprile, in cui il primo ministro Viktor Orban affronta la sfida più complessa dal suo ritorno al potere nel 2010. Il leader dell’opposizione Peter Magyar ha definito il comportamento di Szijjarto un caso di tradimento della patria.
Il voto ungherese potrebbe ridefinire non soltanto gli equilibri interni del Paese, ma anche il posizionamento strategico di Budapest nello scacchiere europeo e transatlantico.

Giampaolo Eleuteri
analista del Mena e dello spazio post-sovietico

Fonte: Giampaolo Eleuteri