Al Museo Venanzo Crocetti incontro con la Poesia Giapponese
24-03-2026 16:22 -
GD - Roma, 24 mar. 26 - Al Museo Venanzo Crocetti di Roma “Incontro con la Poesia Giapponese” e presentazione catalogo su Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica. Sabato 28 marzo, alle ore 16,30, si svolgerà alla Fondazione Venanzo Crocetti il finissage della mostra collettiva “Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica”, curata da Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa con la partecipazione degli artisti Nobushige Akiyama, Yuriko Damiani, Uemon Ikeda, Machiko Kodera, Hidetoshi Nagasawa, Kyoji Nagatani, Yoshin Ogata, Naoya Takahara, Sahoko Takahashi, Kan Yasuda. La manifestazione è stata organizzata dalla Fondazione Venanzo Crocetti con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Il progetto espositivo si inserisce nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone ed è dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione, ricerca e sintesi creativa. Il finissage aprirà con l’Incontro con la poesia giapponese con il patrocinio della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) organizzata con la Fondazione Italia Giappone e dalle ore 16.30 con i saluti di Tetsuro Akanegakubo (Vicepresidente della Fondazione Crocetti), interverranno l’amb. Umberto Vattani (Presidente della Fondazione Italia Giappone), Guidotto Colleoni (già Docente di Letteratura giapponese allla Sapienza Università di Roma - noto studioso di letteratura e poesia giapponese classica, inclusa la produzione poetica in cinese classico (kanshi) scritta da autori nipponici, quali Natsume Sōseki e Akutagawa Ryūnosuke.), Diego Martina (Scrittore, Traduttore di Letteratura giapponese - Discepolo della haijin Kuroda Momoko, classificatosi tra i vincitori della 76esima edizione del concorso in lingua giapponese "Bashō-ō ken’ei haiku", dedicato a Matsuo Bashō.) in dialogo con Miho Tokimoto (Docente di lingua giapponese alla Sapienza Università di Roma - studiosa di didattica della lingua e cultura nipponica). A seguire verrà presentato il catalogo bilingue in italiano e giapponese della mostra “Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica”, edito da Bordeaux Edizioni. Saranno presenti i curatori, gli artisti e l’editore. “Il Museo Crocetti”, scrive Tetsuro Akanegakubo, “ha dunque svolto un ruolo significativo nello sviluppo degli scambi culturali tra Italia e Giappone. Ospitare questa mostra nell’anno del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche conferisce all’evento un valore altamente simbolico. Venanzo Crocetti nutriva un profondo affetto per il Giappone e attendeva sempre con entusiasmo ogni occasione di tornarvi in visita. Il suo spirito continua ancora oggi ad abitare questo museo”. L’amb. Umberto Vattani ha sottolineato “come Presidente della Fondazione Italia Giappone, considero questa iniziativa non soltanto un evento espositivo di grande qualità, ma la testimonianza concreta di un dialogo artistico che attraversa il tempo, le generazioni e le sensibilità. Un dialogo che non si limita allo scambio formale, ma si fonda su una relazione profonda fatta di studio, confronto, rispetto e reciproca ammirazione. Il Museo Crocetti è la sede più naturale per ospitare questa esposizione. Il legame che Venanzo Crocetti ebbe con il Giappone costituisce una delle pagine più significative della storia recente delle relazioni artistiche tra i nostri Paesi. Dopo l’Italia, il Giappone è il Paese che ospita il maggior numero delle sue opere, conservate in musei e spazi pubblici di grande rilievo. Questo dato racconta meglio di ogni discorso quanto forte sia stato - e sia tuttora - il filo che unisce le nostre culture. I dieci artisti presenti in mostra incarnano pienamente questo legame. Hanno scelto l’Italia come luogo di formazione e di maturazione creativa senza recidere il rapporto con la propria origine. Nelle loro opere convivono memoria e sperimentazione, identità e apertura, contemplazione e ricerca contemporanea”.
Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea