Iran: amb. Sabouri, "soluzione? cessazione aggressione USA e Israele. Ma servono garanzie"

21-03-2026 19:59 -

GD - Roma, 21 mar. 26 - (Notizie Geopolitiche) - Il conflitto che interessa l’Iran vede aggressore ed aggredito, e non è certo la retorica altalenante del vulcanico Donald Trump, a riscrivere il diritto internazionale. "Notizie Geopolitiche" ne ha parlato con l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, Mohammad Reza Sabouri.
D.: Ambasciatore, il vostro Paese è oggi sotto i bombardamenti di Israele e degli Stati Uniti, ma ha risposto in modo inaspettato colpendo gli interessi israeliani e americani nella regione. L’Ayatollah Mojtaba Khamenei ha attualmente escluso l’ipotesi di dialogo con gli Stati Uniti, tuttavia, la guerra non può durare a lungo. Qual è la vostra posizione al riguardo?
* Amb. Mohammad Reza Sabouri: «La questione è chiara. Non siamo stati noi a iniziare la guerra. È stata avviata un’aggressione illegale e illegittima contro la Repubblica Islamica dell’Iran da parte degli Stati Uniti e del regime sionista, e la soluzione definitiva è la cessazione dell’aggressione. L’attacco contro l’Iran costituisce una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e, in base alle sue disposizioni, incluso l’articolo 51, l’Iran ha il diritto intrinseco di difendersi. La risposta dell’Iran è stata fornita nell’ambito di questo diritto legittimo. Considerando che l’aggressione si è ripetuta due volte nel corso dei negoziati, esiste la possibilità che si ripeta anche in caso di cessate-il-fuoco. Pertanto, insistiamo sulla necessità di stabilire una pace duratura, accompagnata dalla compensazione dei danni subiti dall’Iran e da solide garanzie contro la ripetizione di tali aggressioni».
D.: Il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha definito “illegale” l’attacco di Stati Uniti e Israele: ritenete questa posizione sufficiente o vi aspettate un impegno e un’azione maggiori?
* Amb. Mohammad Reza Sabouri: «La posizione del presidente Meloni, insieme alla condanna dell’attacco brutale contro la scuola femminile di Minab, è un gesto significativo e apprezzabile; tuttavia, questi attacchi non sono accaduti dal nulla e anche i responsabili di tali crimini, ovvero gli Stati Uniti e il regime sionista, devono essere condannati. Come previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, tutti i Paesi membri hanno l’obbligo di condannare le aggressioni contro l’integrità territoriale e la sovranità degli altri Stati membri».
D.: Questo conflitto è stato preceduto da proteste diffuse; inizialmente a causa della crisi economica dovuta alle sanzioni e successivamente a sostegno di maggiori libertà individuali e sociali. Tuttavia, molte persone hanno perso la vita durante quegli eventi. Attualmente è difficile prevedere l’esito di questo conflitto, ma è possibile immaginare che l’Iran di domani vedrà maggiori aperture?
* Amb. Mohammad Reza Sabouri: «Innanzitutto desidero sottolineare che ora è chiaro come quei disordini siano stati il preludio a un’operazione militare illegittima e illegale da parte degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran. In questo modo, le interferenze e il ruolo destabilizzante di Stati Uniti e Israele hanno portato alla degenerazione violenta di proteste e manifestazioni inizialmente legittime da parte di una parte della società iraniana, con l’obiettivo di creare un pretesto per un’azione militare. Come ricorderete, nelle prime settimane le proteste in Iran avevano una natura economica e legata alle condizioni di vita, e sono state accompagnate da una risposta adeguata del governo e da misure volte ad ascoltare le richieste. Tuttavia, come ammesso dall’ex direttore della CIA e da uno dei ministri israeliani, la presenza e l’infiltrazione di agenti del Mossad, insieme alle posizioni provocatorie di Trump, hanno portato alla violenza proteste inizialmente legittime.
Nella fase attuale il nostro Paese è impegnato a difendersi da un aggressore e, oltre alla forte risposta delle forze armate, la presenza ampia e continua della popolazione nelle strade a sostegno della difesa contro gli aggressori dimostra l’unità e la coesione tra popolo e istituzioni di fronte a un nemico esterno. Per quanto riguarda il futuro, il governo, in collaborazione con il popolo iraniano e facendo leva sull’unità attuale, adotterà certamente le decisioni necessarie per migliorare la situazione e porre rimedio ai danni provocati dalla guerra».
D.: Programma nucleare, armamenti, prigionieri politici: nell’ambito di un eventuale compromesso, quali concessioni potrebbe fare l’Iran?
* Amb. Mohammad Reza Sabouri: «Come è stato affermato sia prima della guerra sia nel periodo attuale da parte delle autorità politiche e militari, e come dimostrato anche dalla presenza della popolazione nelle strade durante il conflitto, la Repubblica Islamica dell’Iran e il suo popolo sono pronti a difendere il Paese e considerano il costo della guerra imposta come il prezzo per preservare l’indipendenza e l’integrità territoriale. In tali condizioni, accettando i costi e i sacrifici sostenuti, l’Iran non arretrerà dai propri diritti nei vari ambiti, inclusi quelli difensivi e nucleari. I pretesti costruiti per imporre guerra e sanzioni al popolo iraniano, comprese le accuse infondate sulla natura non pacifica del programma nucleare e sulla natura difensiva delle capacità militari, non influenzeranno la nostra volontà e determinazione. Pur essendo pronti a risolvere le divergenze attraverso soluzioni diplomatiche, non rinunceremo ai nostri diritti. Va ricordato che l’Iran ha dimostrato la propria buona fede nel cercare una soluzione pacifica, mentre è stata la controparte a tradire due volte la diplomazia nel corso dei negoziati».

Enrico Oliari
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Fonte: Notizie Geopolitiche