Nasce l’E4: il formato strategico per l’Europa della responsabilità

08-03-2026 08:57 -

GD - Roma, 8 mar. 26 - Nasce l’E4: il formato strategico per l’Europa della responsabilità. Dalla sicurezza del Mediterraneo alla leadership negoziale sulle crisi globali. È una scelta necessaria la convergenza strategica tra Francia, Germania, Regno Unito e Italia dopo l’attacco dei droni iraniani contro Cipro. Il formato E4 segna un passo decisivo che può aprire al percorso di una leadership europea capace di rafforzare la difesa comune, ma anche di promuovere finalmente una linea politica “europea” per la de-escalation sui vari fronti di crisi dell’ordine internazionale.
L’attacco dell’Iran con droni diretti contro la base della RAF di Akrotiri, a Cipro, ha rappresentato un episodio militare senza precedenti: per la prima volta dal Medio Oriente è stato sferrato un attacco a un Paese europeo, che peraltro ricopre in questo momento il turno di presidenza semestrale del Consiglio Europeo. Da qui la necessità di una assunzione di responsabilità dei principali Stati europei: alla triade già collaudata sulla crisi ucraina di Francia, Germania e Regno Unito finalmente si è aggiunta l’ Italia per avviare un tempestivo coordinamento politico e militare per la sicurezza del Mediterraneo orientale.
L’obiettivo dunque è quello di rafforzare la presenza navale e le capacità di difesa aerea nella regione, intensificando il coordinamento diplomatico tra le quattro capitali. Il formato E4 appare destinato a diventare una piattaforma ristretta di consultazione tra le principali potenze europee capace di offrire rapidità decisionale nei momenti di crisi. Si pone nella prospettiva di una avanguardia della cooperazione rafforzata che replica il modello dei ‘volenterosi’: di fatto una leadership diventata una realtà dalle forti potenzialità attrattive non solo nell’ambito della regione europea ma anche della Nato.
In questa prospettiva le principali potenze europee possono coordinare rapidamente capacità militari, intelligence, industria della difesa e protezione delle infrastrutture strategiche. Il Mediterraneo rappresenta il banco di prova naturale di questa evoluzione: è la regione dove si incontrano sicurezza energetica, rotte commerciali globali e le tensioni geopolitiche provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che, purtroppo, appaiono evolversi in una progressiva escalation. In questo quadro assume un significato particolare il riavvicinamento strategico tra le quattro principali capitali europee. Parigi porta con sé la sua tradizione di autonomia strategica e la forza della sua industria militare; Londra mantiene una capacità operativa globale e una presenza storica nel Mediterraneo; Berlino ha avviato una trasformazione profonda della propria politica di difesa; Roma rappresenta il ponte naturale tra Europa e Mediterraneo. Insieme, questi quattro Paesi concentrano la maggior parte delle capacità militari, industriali e strategiche del continente.
In questa ottica il formato rappresenta un importante strumento di gestione delle crisi, su cui in verità sarebbe auspicabile recuperare anche altri importanti attori europei: la Polonia (come anche i Paesi del Nord Europa e i Paesi Baltici per il fronte orientale esposto alla minaccia russa) e soprattutto la Spagna di Sànchez, che, pur criticando – a ragion veduta – l’attacco americano all’Iran, non ha esitato a schierare la sua importante componente navale a difesa dell’area orientale del Mediterraneo. Il formato E4 ha dunque una grande potenzialità strategica per rilanciare quei progetti di una nuova Europa sollecitati da più parti che potrebbero portare anche all’auspicato superamento del meccanismo dell’unanimità. Non sarebbe necessaria nemmeno una modifica nei trattati: una leadership condivisa dei quattro/cinque principali paesi europei finirebbe inevitabilmente per esercitare un forte potere di attrazione anche nei confronti degli altri partner europei.
Il formato E4 può diventare un laboratorio politico per un’evoluzione della difesa europea che vada anche oltre la contingenza dell’attuale minaccia. Se saprà consolidarsi nel tempo, l’E4 potrà rappresentare anche il nucleo di una nuova leadership europea capace di agire sul piano diplomatico e negoziale nelle principali crisi internazionali. Le misure di rafforzamento della presenza navale e delle difese nel Mediterraneo orientale sono una risposta necessaria all’immediata situazione di sicurezza.
Ma accanto alla deterrenza immediata deve emergere anche una linea politica europea autonoma di più ampio respiro, capace di favorire la de-escalation delle tensioni regionali. In questo contesto l’Europa deve evitare che l’attuale posizione assunta sul conflitto mediorientale sia percepita come una semplice estensione delle scelte strategiche degli Stati Uniti: Trump non deve trarre l’impressione di aver trovato un’Europa automaticamente allineata alla sua linea unilaterale.
Proprio per questo sarà opportuno che il formato E4 non si limiti alle attuali predisposizioni militari, ma cominci ad assumere una dimensione politica strategica: occorre che esprima un ruolo attivo come piattaforma negoziale cominciando proprio dalla crisi iraniana. Dall’E4 dovrebbe partire una forte iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco e la de-escalation della nuova guerra del Golfo, accompagnata da precise condizioni di sicurezza.
Tra queste, va preteso anche l’impegno dell’Iran su alcuni punti essenziali. Per primo, il governo di Teheran deve accettare le attività ispettive dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica per la sospensione dell’avanzamento del programma nucleare militare. Deve inoltre garantire la cessazione delle attività destabilizzanti condotte attraverso l’asse delle milizie regionali, e aderire a programmi di intervento del Comitato per i diritti umani dell’ONU: va imposta la fine delle persecuzioni interne e delle pratiche di tortura in conformità con i principi del diritto internazionale.
Se il formato E4 saprà assumere questo ruolo di leadership responsabile nella crisi iraniana, l’Europa potrebbe ritrovare la forza politica per incidere sulle altre grandi crisi del sistema internazionale: dalla ricerca di una soluzione politica per Gaza e la Cisgiordania fino alla definizione di un nuovo percorso negoziale con adeguate garanzie di sicurezza per il futuro dell’Ucraina.
L’Europa deve acquisire piena consapevolezza del proprio ruolo: di fronte a chi vorrebbe imporre solo logiche egemoniche ed imperiali, deve saper contrapporre la Storia e le ragioni di un attore strategico maturo, capace di riaffermare nel sistema internazionale il primato delle regole e dello stato di diritto.

Maurizio Delli Santi,
membro dell’International Law Association

Fonte: Maurizio Delli Santi