Armenia: ambasciata, convegno su sito Aruch, cooperazione italo-armena

06-03-2026 15:06 -

GD - Jerevan, 6 mar. 26 - Il Museo di Storia dell’Armenia ha ospitato un convegno internazionale, organizzato sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Jerevan, durante il quale Istituzioni, accademici e studiosi hanno discusso il significato storico e archeologico del sito di Aruch, uno dei complessi archeologici più rilevanti del patrimonio culturale armeno, nonché le prospettive per il suo restauro, la sua musealizzazione e la sua valorizzazione nel quadro della cooperazione culturale italo-armena.
Nel corso delle sessioni, coordinate dal cons. Sergio Ferdinandi, vicepresidente dell’ISMEO Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente e coordinatore del progetto per Aruch, sono intervenuti l’amb. Alessandro Ferranti; Alfred Kocharyan, viceministro dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della Repubblica d’Armenia; Davit Poghosyan, direttore del Museo di Storia dell’Armenia; il prof. Arsen Bobokhyan, direttore dell’IAE NAS RA; Nazeni Gharibyan, direttrice del Dipartimento di Studi Medievali del Matenadaran.
Il progetto ARC-HE-TOUR-DEV–Patrimonio Archeologico e Turismo per lo Sviluppo Rurale in Armenia, finanziato dall’AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, si colloca all’interno del più ampio dibattito internazionale sul ruolo del patrimonio culturale come fattore strategico per lo sviluppo sostenibile nelle aree rurali. Esso vede la partecipazione di tre eccellenze istituzionali italiane: l’ISMEO, l’Università degli Studi di Firenze (Coordinatrice del progetto complessivo) e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, impegnati rispettivamente nei siti di Aruch, Dvin e Garni.
In questo contesto, l’incontro di Jerevan trascende la dimensione puramente specialistica. Esso mira a servire come riflessione condivisa sul patrimonio archeologico inteso come bene identitario e strumento di conoscenza e dialogo tra le Istituzioni e gli specialisti del settore, agendo al contempo come piattaforma privilegiata di incontro e collaborazione e quale leva per lo sviluppo sostenibile. La tutela del patrimonio culturale, in questo quadro, va oltre la mera conservazione materiale delle testimonianze storiche; implica la loro restituzione consapevole alla comunità attraverso la leggibilità del sito, la qualità della fruizione e l’instaurazione di un rapporto maturo tra la memoria storica e il presente, anche quale volano di promozione turistica e socio-economica.
Il programma scientifico ha visto anche i contributi di Astghik Babajanyan, co-direttrice degli scavi congiunti tra IAE NAS RA e ISMEO dal 2022 al 2026; della prof. Giuseppina Cinque e del prof. Daniele Sansoni dall’Università Tor Vergata di Roma; e Antonio Mesisca, amministratore delegato di ArcheoServizi.
Le conclusioni, infine, sono state tratte da Harutyun Vanyan, capo del Dipartimento per la Conservazione dei Monumenti Storici e Culturali.
Nella giornata successiva, l’amb. Ferranti ha presenziato la cerimonia di inaugurazione ad Aruch dei nuovi pannelli informativi turistici dedicati al sito archeologico. L’inaugurazione segna un momento significativo nell’attuazione del progetto: attraverso strumenti di comunicazione efficaci integrati in una visione strategica più ampia, il progetto mira a migliorare l’accessibilità del sito, rafforzare la consapevolezza del suo valore storico-artistico e contribuire allo sviluppo di un’offerta turistica strutturata, capace di generare impatti positivi duraturi sulle comunità locali.
L’iniziativa conferma l’impegno congiunto delle Istituzioni coinvolte nel promuovere un modello innovativo di cooperazione, che ponga il patrimonio storico, artistico e architettonico al centro di una prospettiva di collaborazione moderna e condivisa, quale motore di sviluppo sostenibile, dialogo interculturale e crescita del territorio.


Fonte: Ambasciata