Anno Culturale Romania–Italia: mese della letterature romena a Roma
05-03-2026 15:32 -
GD - Roma, 5 mar. 26 - A Roma, per la prima volta in forma organica e continuativa, la letteratura romena si svela al pubblico grazie a un intero mese di dialogo, letture e incontri con alcune delle voci più autorevoli del panorama europeo contemporaneo. Fino al 30 marzo, tra Palazzo Valentini, Spazio Sette e Palazzo Braschi, prende vita “Il Mese della Letteratura Romena a Roma”, iniziativa inserita nel programma ufficiale dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, sotto l’alto patrocinio dei presidenti della Repubblica dei due Paesi, Nicușor Dan e Sergio Mattarella. Il via ufficiale della maratona letteraria è stato dato nella serata di martedì, 3 marzo 2026, nella cornice di Palazzo Valentini, dall’Ambasciatrice della Romania in Italia, Gabriela Dancău, affiancata dal vicesindaco di Roma Città Metropolitana, Pierluigi Sanna. La suite di eventi “consolidano quel legame profondo che unisce i nostri popoli e che trova, nella condivisione della bellezza e del pensiero, la sua espressione più alta e duratura”, ha affermato l'amb. Gabriela Dancău in apertura delle Conferenza, aggiungendo che “la letteratura romena nell’epoca dell’intelligenza artificiale non è soltanto una formula provocatoria, bensì l’espressione di un interrogativo imprescindibile: cosa significhi oggi scrivere, immaginare e creare in un mondo in cui l’algoritmo sembra essersi imposto come nuovo ordinatore dell’informazione, del linguaggio e, talvolta, della realtà stessa?”. Invitato d’onore del primo evento è stato lo scrittore Mircea Cărtărescu (il più tradotto e pluripremiato in Italia) che ha dialogato con il prof. Bruno Mazzoni, traduttore per eccellenza di tantissimi autori romeni contemporanei. Per quasi due ore, davanti a un pubblico numeroso e attento, Cărtărescu ha ripercorso le fasi della sua creazione letteraria, dagli esordi come poeta “underground” negli anni Ottanta sotto il regime e la censura di Ceaușescu, fino alla genesi della sua prosa e la sua successiva affermazione sulla scena internazionale con opere tradotte in più di 20 lingue. Tra i più noti citiamo Solenoide, Abbacinante o il recente Theodoros. Rispondendo alle domande del Professor Bruno Mazzoni, lo scrittore ha offerto aneddoti e dettagli meno noti sul suo personale processo creativo, che comprende una documentazione meticolosa, sui momenti che hanno segnato la sua evoluzione come scrittore o il passaggio da una fase all'altra della maturità artistica. L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata al rapporto tra letteratura, o arte in generale, e intelligenza artificiale, che non potrà mai, a suo avviso, sostituire l’atto profondamente umano della creazione: un atto complesso che implica un’esperienza totalizzante, al di là della semplice emulazione dei processi che avvengono nel nostro cervello. La letteratura romena in Italia: una presenza in crescita, ancora da scoprire pienamente. Dal 1990 ad oggi, la presenza della letteratura romena in Italia è passata da una fase sporadica e accademica negli anni ’90 a una progressiva strutturazione nel nuovo millennio, con alcuni autori diventati punti di riferimento stabili del panorama editoriale. Oggi non si tratta più di presenze isolate, ma possiamo parlare di una corrente riconoscibile e in consolidamento nel sistema culturale italiano. Case editrici prestigiose, ma anche realtà indipendenti hanno investito stabilmente su autori romeni contemporanei - più di 100 sono già stati tradotti negli ultimi anni, contribuendo a costruire un pubblico fedele e attento. Molto spesso le conferenze che vedono come protagonisti gli autori romeni registrano il “tutto esaurito”, alle fiere, agli incontri in ambito universitario o nelle librerie di tutto il Paese. Nonostante la Romania rappresenti una delle comunità straniere più numerose in Italia, con oltre un milione di residenti, la sua letteratura rimane per molti lettori italiani una frontiera affascinante pronta a essere esplorata. La percezione critica è chiara: la letteratura romena contemporanea è considerata una delle più vitali dell’Europa centro-orientale. Autori come Mircea Cărtărescu sono da anni indicati dalla stampa culturale internazionale tra le grandi voci europee, tradotti in oltre 20 lingue e presenti stabilmente nei festival letterari internazionali. Il “Mese della Letteratura Romena” nasce proprio in questo spazio: tra riconoscimento critico e desiderio di ampliamento del pubblico. Nel panorama culturale europeo, i “mesi tematici” dedicati a una tradizione letteraria rappresentano strumenti di diplomazia culturale avanzata: non si tratta di eventi isolati, ma una costruzione progressiva di dialogo. Un mese significa continuità, sedimentazione, approfondimento e ritorno. Significa, come nel caso dell’iniziativa attuale, permettere al pubblico di attraversare prospettive diverse e molto attuali: l’evoluzione della narrativa, nuove prospettive sul teatro, poesia, riflessione etica e narrazioni di tipo fake news, processo creativo, rapporto con il digitale e con l’intelligenza artificiale. Il programma: grandi voci, grandi temi. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è: “La letteratura romena nell’epoca dell’intelligenza artificiale”. Un tema che interroga il rapporto tra immaginazione, memoria, propaganda, automazione e responsabilità della parola. Tra gli appuntamenti principali: 10 marzo – Palazzo Valentini: Cătălin Pavel in dialogo con Bruno Mazzoni, "Touchscreen e toccasana: come i bambini possono salvare la letteratura". 17 marzo – Libreria Spazio Sette: Matei Vișniec in dialogo con Bruno Mazzoni, "Il teatro e la letteratura dinanzi all’automazione". 24 marzo – Palazzo Valentini: Tatiana Țîbuleac in dialogo con Bruno Mazzoni, "Narrazioni tossiche e resilienza della letteratura". 30 marzo – Museo di Roma Palazzo Braschi: Ana Blandiana in dialogo con Bruno Mazzoni, "La responsabilità della parola: etica, verità e memoria nel tempo del virtuale". Cinque incontri che sono, in realtà, cinque prospettive sull’Europa contemporanea. Un ponte culturale strutturale - Romania e Italia condividono radici latine e una storia di scambi intellettuali profondi. Con la presenza di una numerosa comunità romena e un crescente interesse verso nuovi orizzonti letterari, l’evento rappresenta un ponte ideale umano e culturale tra i due Paesi, uno strumento di comprensione reciproca. Gli incontri sono aperti al pubblico, gratuiti e si svolgono in location prestigiosi, anch’esse pronte ad essere scoperte dal grande pubblico, come Palazzo Valentini, Palazzo Braschi o la Libreria Spazio Sette. Incontrare uno scrittore significa entrare nel laboratorio della sua creazione, ascoltare come nasce un romanzo, come si costruisce una memoria collettiva, come si resiste alla standardizzazione del pensiero. Partecipare al "Mese della Letteratura Romena" significa scoprire una delle tradizioni più dinamiche dell’Europa contemporanea, comprendere meglio una comunità che è parte integrante della società italiana, riflettere sul futuro della parola nell’era dell’intelligenza artificiale e non solo. Roma, infine, accogliendo come una cornice perfetta la maratona letteraria, si conferma ancora una volta, una capitale culturale europea, aperta al dialogo e all’esplorazione di nuovi orizzonti.