Ordine Malta a Conferenza Sicurezza Monaco: cooperazione internazionale per sicurezza alimentare

13-02-2026 14:50 -

GD - Monaco di Baviera, 13 feb. 26 – Nell'ambito della 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC), si è svolto oggi a Monaco di Baviera il side event di alto livello organizzato dal Sovrano Ordine di Malta dal titolo "Aid for Plate: Joint Action for Global Food Security", dedicato alle sfide globali della sicurezza alimentare, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento fino al crescente divario di finanziamenti che minaccia gli interventi umanitari e di sviluppo.
Aprendo i lavori, il Gran Cancelliere dell'Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo, ha sottolineato il contributo specifico dell'Ordine nel collegare la risposta alle emergenze e i programmi di sviluppo di lungo periodo: «L'Ordine di Malta opera nel punto di intersezione tra assistenza umanitaria immediata e rafforzamento delle capacità locali. Non solo distribuzione di cibo in tempi di crisi, ma anche: sostegno alla microagricoltura e alle filiere locali, programmi nutrizionali legati alla sanità e alla maternità, protezione delle comunità più vulnerabili, dialogo con governi e istituzioni. In un mondo in cui la catena alimentare è sempre più fragile, l'Ordine di Malta ci ricorda che la sicurezza alimentare è inseparabile dalla sicurezza umana».
Nel suo intervento, Alexander De Croo, amministratore del Programma delle Nazioni Unite UNDP per lo Sviluppo e già primo ministro del Belgio, ha dichiarato che «non si tratta semplicemente di fornire cibo. Non si tratta solo di operare sul fronte dell'emergenza. È molto più importante costruire resilienza, resilienza sociale, sistemi alimentari, che fanno parte di un quadro economico più ampio».
Da parte sua Álvaro Lario, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo IFAD, ha ricordato che «quando le famiglie rurali possono produrre cibo, guadagnare un reddito e accedere ai mercati, le comunità si stabilizzano. La sicurezza alimentare non riguarda solo il nutrire le persone oggi, ma anche ridurre la probabilità di conflitti domani. In parole semplici, non possiamo permetterci di non investire nella sicurezza alimentare».
Máximo Torrero Cullen, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura FAO ha avvertito dei crescenti rischi per i sistemi alimentari globali e della necessità di considerarli come infrastrutture strategiche: «In un mondo in cui centinaia di milioni di persone soffrono la fame, la resilienza nei sistemi agroalimentari non è più opzionale: senza diversificazione, minacce biologiche, conflitti o interruzioni commerciali possono trasformare uno shock locale in una crisi globale. Pertanto, i Paesi devono trattare i sistemi agroalimentari come infrastrutture strategiche, investendo nella prevenzione e nella loro capacità di assorbire gli shock prima che si aggravino».
Il dibattito ha evidenziato come il degrado ambientale, la desertificazione, le carenze strutturali nella produzione alimentare e l'instabilità delle catene di approvvigionamento continuino a rappresentare fattori determinanti di insicurezza, in particolare in Africa, contribuendo a instabilità economica e tensioni sociali.
Il panel, moderato da Ismahane Elouafi, executive managing director del CGIAR, ha visto la partecipazione di Amy Pope, direttrice generale dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni IOM; Carl Skau, vicedirettore esecutivo e direttore pperativo del Programma Alimentare Mondiale PAM WFP; Máximo Torrero Cullen, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura FAO. È emersa con chiarezza la necessità di rafforzare la sicurezza alimentare globale sostenendo la produzione locale nei Paesi più vulnerabili e mobilitando risorse pubbliche e private, anche alla luce dei tagli ai finanziamenti di programmi umanitari e di sviluppo. I relatori hanno inoltre sottolineato come l'insicurezza alimentare sia una delle cause profonde delle migrazioni forzate, richiedendo un approccio integrato che investa nello sviluppo agricolo sostenibile e nei mezzi di sussistenza delle comunità più esposte. In questo quadro, le organizzazioni umanitarie possono svolgere un ruolo significativo come mediatori e partner operativi nei territori colpiti.
L'evento ha confermato l'impegno dell'Ordine di Malta, attivo con programmi in oltre 130 Paesi, nel promuovere partenariati internazionali e iniziative concrete a sostegno delle comunità più vulnerabili, contribuendo al rafforzamento della stabilità sociale nelle aree più esposte alle crisi.


Fonte: SMOM