BRICS-G7: verso svolta? “ponte” collaborativo di Macron e interesse dell’Italia
06-02-2026 12:46 -
GD - Roma, 6 feb. 26 - Con l’inizio del 2026, la Francia ha assunto la presidenza del coordinamento G7 e l’India la presidenza del coordinamento BRICS (formalmente BRICS Plus). In entrambe le occasioni, i presidenti dei due Paesi hanno fatto dichiarazioni ufficiali orientate da uno spirito di collaborazione costruttiva, basata sul reciproco riconoscimento del valore di ciascuna delle due realtà, G7 e BRICS Plus, e del ruolo che ciascuna di esse, operando in sinergia, potrebbe svolgere per la ricomposizione di un ordine globale soggetto a crescenti frammentazioni, tensioni, rotture. In particolare, Emmanuel Macron, nel discorso annuale agli ambasciatori francesi (8 gennaio 2026), nell’illustrare gli indirizzi della politica estera francese, ha sottolineato, tra l’altro, che l’obiettivo prioritario deve essere quello di arrestare e invertire l’attuale processo di frammentazione dell’ordine globale e che in questo quadro va evitato che il G7 operi come un raggruppamento anti-BRICS. La presidenza dell’India nel 2026, ha specificato, potrebbe costruire un ponte di collaborazione tra i due coordinamenti. «Lavorare con i BRICS è essenziale. È una priorità per i BRICS e per il G7». Il leader indiano Modi ha affermato la necessità di dare un impulso reale ad una crescita globale giusta, equilibrata, sostenibile. Dal canto suo, Narendra Modi, nell’assumere la presidenza BRICS 2026, ha scelto di operare secondo un obiettivo-chiave di riferimento: “Humanity first”, mettendo al centro delle dinamiche dell’economia globale e delle discussioni politiche la necessità di dare un impulso reale ad una crescita globale giusta, equilibrata, sostenibile, agendo in piena consonanza con le strategie dei documenti che la comunità degli Stati ha discusso e approvato in sede Onu. Si tratta, per il Presidente Modi, di intensificare l’impegno ad operare su quelle che sono identificate come delle vere e proprie piattaforme globali di lavoro comune, come ad esempio, l’Agenda 2030 (2015), il Patto per il futuro (2024), la Dichiarazione finale del Vertice Sociale Mondiale (2025). L’India punta sul rafforzamento della cooperazione con le principali istituzioni internazionali e regionali formali e informali come il G20Per il perseguimento di queste finalità la strategia BRICS 2026 dell’India, che è articolata su quattro pilastri – resilienza, innovazione, cooperazione, sostenibilità – punta sul rafforzamento della cooperazione con le principali istituzioni internazionali e regionali formali e informali come il G20. A questa politica di BRICS 2026, corrisponde una strategia specifica che l’India, in piena autonomia, sta perseguendo in questa fase storica e che è finalizzata a mantenere le connessioni con i principali soggetti geopolitici e geoeconomici come Usa, Cina, Russia, Unione europea. È a questa India, costruttiva e collaborativa, che ha fatto appello il Presidente francese nel momento in cui ha assunto la presidenza del G7, segnando una svolta negli orientamenti di chiusura e di contrapposizione ai BRICS mantenuta per tanti anni, in modo specifico dall’Unione europea e dagli Stati membri, Francia e Italia comprese. La svolta di Macron: arrestare l’attuale processo di frammentazione dell’ordine globale ed evitare che il G7 operi come un raggruppamento anti-BRICS. Ancora dieci anni fa, una nota del Parlamento Europeo (EP, Briefing, ottobre 2016) nell’illustrare i termini dell’VIII Vertice BRICS, anche allora presieduto dall’India, richiamava la validità della posizione ufficiale Ue, sancita in un precedente Rapporto approvato dal Parlamento europeo (“La politica estera Ue nei confronti dei BRICS e di altre potenze emergenti: obiettivi e strategie”, PE, A7-0010, 2012) nel quale si affermava che «la Ue non si impegna con i BRICS in quanto gruppo e mantiene rapporti bilaterali con i singoli Stati». E ancora: «I parlamentari europei riconoscono l’interdipendenza tra le potenze emergenti e i BRICS e altre economie in crescita e fanno appello per incontri regolari di alto livello tra la Ue ed i singoli Stati BRICS». L’UE ha interpretato in prevalenza il coordinamento BRICS come un polo alternativo al sistema occidentale. A questa posizione di miope chiusura, che la UE ha mantenuto fino alla situazione attuale, si è accompagnata in parallelo una narrativa diffusa la quale o ha sottovalutato l’importanza dei processi di rafforzamento di questa realtà emergente oppure ha interpretato in prevalenza il coordinamento BRICS come un polo alternativo al sistema occidentale. Una lettura, quest’ultima, che non trova riscontro nei documenti ufficiali dei BRICS, in primo luogo negli impegni assunti nei vertici annuali con le Dichiarazioni Finali approvate dagli Stati membri, In questi documenti, infatti, – non nelle dichiarazioni dei singoli leader – ciò che viene affermato è un orientamento di riforma dell’ordine globale, non della sua distruzione, per promuovere uno sviluppo equilibrato e diffuso: una riforma che deve riguardare anche le principali istituzioni internazionali di riferimento, formali e informali – come l’Onu e il G20 – dei quali è comunque riconosciuto il ruolo centrale nelle strategie di sviluppo e nel relativo sistema di governance. La nuova posizione assunta da Macron rispetto ai BRICS può portare l’Unione fuori dalle posizioni antistoriche mantenute finora. Qualunque siano le motivazioni della nuova posizione assunta dal presidente Macron rispetto ai BRICS, come ad esempio i termini del confronto e della competizione in corso con gli Stati Uniti del presidente Trump, sta di fatto che essa può contribuire alla diffusione di orientamenti correttivi e positivi, a creare nuove situazioni di dialogo e ad imprimere un vero impulso alla auspicata riforma delle Istituzioni internazionali. Il riferimento all’India può creare realmente una situazione quantomeno di vantaggi diffusi per gli Stati del G7. In questo quadro innovativo rientra anche la ulteriore promozione degli interessi dell’Italia che attualmente opera in cooperazione con l’India sulla base di un preciso “Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029”. Interessi economici e di sicurezza, senza dubbio, ma anche politici data l’opportunità che si è aperta al nostro Paese di svolgere un ruolo attivo sia nell’ambito del G7, sia in ambito Ue per contribuire a portare l’Unione fuori dalle posizioni antistoriche mantenute finora, agendo in sintonia con la Francia e con l’India per promuovere nuove situazioni di confronto e dialogo con quelle realtà, come i BRICS, che si sono ormai affermate nello scenario internazionale.
Prof. Marco Ricceri Segretario generale dell’Eurispes e Coordinatore del Laboratorio BRICS