Crans-Montana: Parmelin: «Comprendiamo indignazione, in Svizzera procedure diverse da Italia»

24-01-2026 20:01 -

GD - Berna. 4 gen. 26 - Il presidente della Confederazione Elvetica, GuyParmeli, ha risposto alle dichiarazioni del governo italiano, sottolineando che i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti.
«Possiamo comprendere l'indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti». Con queste parole, dall'assemblea dell'UDC a Näfels, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha risposto, in un video pubblicato sul sito del Blick, alle dichiarazioni del governo italiano, in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti. «Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico».
Il Consigliere federale Guy Parmelin ha inoltro sottolineato l'importanza di sostenere le famiglie delle vittime. «Ieri, assieme alla procura, abbiamo spiegato a che punto siamo e cosa vogliamo fare, assieme al Canton Vallese per accompagnarle. E sarà un processo lungo». Parmelin ha quindi confermato di essere in contatto con Giorgia Meloni.
Nel primo pomeriggio, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, Ignazio Cassis, ha a sua volta commentato: «Come l'Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del Canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Antonio Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune».
Tajani, a sua volta, ha riferito alla stampa a Roma della discussione avuta con Cassis. «Ho parlato stamani a lungo anche con il ministro degli Esteri svizzero Cassis al quale ho raccontato qual è il sentimento di profonda indignazione del popolo italiano per quello che ha fatto la magistratura cantonale. Mi ha ribadito che il governo svizzero vuole che si faccia piena chiarezza su tutto ciò che è accaduto e ho riavuto ancora la solidarietà da parte del governo svizzero».
Dal fronte elvetico, nelle scorse ore si è espressa anche la procuratrice vallesana Béatrice Pilloud. Contattata questa mattina alle 10 dall'ambasciatore italiano in Svizzera, Cornado, come ha confermato lei stessa interpellata dall'agenzia Keystone-ATS, Pilloud ha dichiarato che la scarcerazione di Moretti non è stata una sua decisione. «Ho spiegato all'ambasciatore che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale per i provvedimenti coercitivi. Gli ho inoltre consigliato di prendere contatto con il tribunale, oppure con le autorità federali, il Consiglio federale o l'Ufficio federale di giustizia (UFG)».

Fonte: Redazione