Agnès Varda a Villa Medici per 70 anni del gemellaggio Roma e Parigi
30-12-2025 00:12 -
GD - Roma, 30 dic. 25 - Prima retrospettiva per l'artista della Nouvelle Vague dal 25 febbraio 2026 all'Accademia di Francia. La mostra invita ad un'immersione nella Parigi del dopoguerra e, in particolare, nel cortile-atelier di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione di Agnès Varda per quasi sette decenni, inscindibile dalla sua opera. Agli anni parigini fanno eco le fotografie realizzate dall'artista durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici. Attraverso i luoghi e le figure che l'hanno ispirata, la mostra traccia il percorso di un'artista prolifica e singolare. Il suo lavoro sarà inoltre protagonista di "Viva Varda" (6 marzo 2026 – 7 febbraio 2027), un'esposizione alla Galleria Modernissimo della Cineteca di Bologna realizzata in collaborazione con la Cinémathèque Française e Ciné-Tamaris. La mostra ripercorrerà l'intera opera della prima cineasta ad aver ricevuto l'Oscar onorario per l'intero arco della sua carriera. La Parigi di Agnès Varda. La mostra a Villa Medici mette in dialogo l'opera della fotografa con quella della cineasta attraverso un insieme di 130 stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all'artista. Ideata dal Musée Carnavalet – Histoire de Paris e a cura di Anne de Mondenard e di Paris Musées, è stata presentata a Parigi dal 9 aprile al 24 agosto 2025. L'esposizione è il frutto di un lavoro di ricerca durato oltre due anni e si basa sul fondo fotografico di Agnès Varda, nonché sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata, oggi diretta dai figli Rosalie Varda e Mathieu Demy. Il percorso traccia gli esordi di Agnès Varda come fotografa e il suo insediamento all'inizio degli anni cinquanta nel cortile-atelier di rue Daguerre, trasformato in studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954. Quel cortile, condiviso più tardi con il suo compagno, il regista Jacques Demy, diventa il cuore pulsante del suo universo. Fotografie ed estratti di film mettono in risalto lo sguardo anticonvenzionale, venato di umorismo e di singolarità, che l'artista rivolge alle strade della capitale e ai suoi abitanti. Attraverso opere come "Cléo de 5 à 7" (1962) o "Daguerréotypes" (1975), la mostra pone in evidenza in particolare la sua attenzione costante per le donne e per le vite marginali. La mostra riunisce le opere di diversi artisti presentate in dialogo con le fotografie e i film di Agnès Varda: Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr. Curatore: Anne de Mondenard, Musée Carnavalet – Histoire de Paris. Con l'eccezionale collaborazione del Musée Carnavalet – Histoire de Paris, di Paris Musées e di Rosalie Varda. "L'Italia di Agnès Varda". In continuità con la mostra, "L'Italia di Agnès Varda" illumina i legami profondi che unirono l'artista all'Italia attraverso una selezione di fotografie inedite realizzate durante due soggiorni, nel 1959 e nel 1963. All'epoca Agnès Varda era conosciuta come fotografa teatrale e lavorava su numerose commissioni di reportage per la stampa in Francia e in Europa. Nel 1959 esplora Venezia e la sua regione alla ricerca di luoghi di ripresa per "La Mélangite (ou Les Amours de Valentin)", un film che non vedrà mai la luce. Le sue fotografie testimoniano la scoperta dell'Italia e il suo gusto per il pittoresco. Le vedute di Venezia e dei suoi abitanti rispecchiano pienamente il suo spirito. Alla pratica spontanea della fotografia si affianca l'attrazione per scene grafiche che giocano con ombre e contrasti. Alla Villa della Torre, nei pressi di Verona, e nei Giardini di Bomarzo nel Lazio, i materiali e la singolarità delle sculture la affascinano. Nel maggio 1963, la rivista francese "Réalités" le commissiona un ritratto di Luchino Visconti, appena insignito della Palma d'oro per "Il Gattopardo". Parte per Roma con tre macchine fotografiche. Provini a contatto e fotografie a colori documentano la sessione con quello che la stampa definiva il “principe taciturno del cinema italiano”. Nello stesso periodo Jean-Luc Godard gira "Il disprezzo" negli studi Titanus: Varda si reca sul set e fotografa il suo amico mentre dirige Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli. Una cinquantina di stampe originali della collezione di Rosalie Varda, nonché documenti provenienti dai suoi archivi e dal fondo depositato presso l'Institut pour la photographie des Hauts-de-France raccontano per la prima volta il rapporto di Agnès Varda con l'Italia. Curatore: Carole Sandrin, Institut pour la photographie. In coproduzione con l'Institut pour la photographie des Hauts-de-France, basato sulla collezione fotografica e sugli archivi della "Succession Agnès Varda". Un appuntamento che vuole anche iscriversi nelle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi sancito nel 1956, esattamente un anno prima della firma dei trattati europei, con il motto ''Solo Roma è degna di Parigi. Solo Parigi è degna di Roma''. L'esposizione in programma nel celebre palazzo con vista sulla Città Eterna, si legge in una nota, ''invita il pubblico ad immergersi nella Parigi del dopoguerra, in particolare, nel cuore del cortile-atelier di Rue Daguerre, luogo di vita, di creazione, e di sperimentazione di Agnès Varda durante circa sette decenni, indissociabile dalla sua opera. Agli anni parigini - prosegue il comunicato - rispondono le fotografie realizzate dall'artista durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, in ville e giardini del Rinascimento o nei set cinematografici". Attraverso i luoghi e le personalità che hanno ispirato la grande artista belga (Agnès Varda è nata ad Ixelles, Bruxelles, nel 1928) trapiantata in Francia, la retrospettiva rintraccia il percorso di un'artista prolifica e singolare. Il suo lavoro sarà anche oggetto di un'altra mostra in Italia, alla Galleria Modernissimo, della Cineteca di Bologna. Intitolata "Viva Varda" (6 marzo 2026 - 7 febbraio 2027), questa esposizione realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française esplorerà l'intera opera della prima cineasta ad aver vinto l'Oscar alla carriera.
Carlo Franza Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea