Germania: amb. Bucci, 70 anni fa l'accordo sui Gastarbeiter

11-12-2025 23:05 -

GD - Berlino, 11 dic. 25 - "Per me non era un regalo avere una doppia origine. Ero di due mondi e non appartenevo né all'uno né all'altro". Nel film documentario "Sogno italiano" c'è anche lei, Daniela Cavallo, la manager figlia di un Gastarbeiter calabrese, oggi alla guida del consiglio di fabbrica della Volkswagen. E il lavoro del regista Fausto Caviglia raccoglie immagini di archivio, che raccontano le storie di tanti connazionali, arrivati nella Germania distrutta dalla guerra, a partire dagli anni '50, per sopperire alla gravosa mancanza di personale.
L'accordo sulla manodopera italiana fra Italia e Germania compie 70 anni il prossimo 20 dicembre, ed è stato commemorato all'ambasciata italiana.
Quell'accordo, celebrato qualche settimana fa anche da Sergio Mattarella a Berlino, col presidente Frank-Walter Steinmeier, "fu un precursore dell'Unione Europea", ha affermato l'ambasciatore Fabrizio Bucci, prendendo la parola. "Mentre si preparava la nascita della Comunità Economica Europea con i Trattati di Roma del 1957, i nostri connazionali iniziavano concretamente a costruire l'Europa con il loro lavoro e con il loro sacrificio. È anche grazie a loro se oggi abbiamo l'Unione Europea che conosciamo. Una Unione sicuramente imperfetta, ma che rimane una costruzione politica, economica, sociale e culturale unica al mondo", ha scandito il diplomatico, nei giorni in cui proprio l'UE sta vivendo una crescente pressione internazionale.
“Nonostante non sia entrata in vigore, la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea conserva tutta la sua forza e tutta la sua attualità quando definisce l'Unione Europea come 'orizzonte privilegiato della speranza umana'. Perché promuove la pace, i diritti civili, sociali ed economici dei cittadini europei. Perché garantisce un futuro comune fondato su principi e valori condivisi. È questa la vera e più autentica forza dell'Unione Europea", ha concluso.
Alla presenza del ministro di Stato tedesco, commissario del governo per la Migrazione, i Rifugiati e l'Integrazione, Natalie Pawlik, il diplomatico ha ricordato la forza degli italiani che vivono oggi in Germania: 900 mila persone, di cui un terzo dotato di doppia cittadinanza, 5000 ricercatori, e 2000 imprese.
"Non mi piace parlare ancora di Gastarbeiter, preferisco parlare i presenza italiana. La nostra comunità in Germania è radicata, produttiva e preziosa", ha concluso. Una presenza molto più poliedrica, 70 anni dopo, rispetto alla comunità raccontata da "Sogno italiano", con i suoi circa 10 mila uomini a Wolfsburg, dove nel weekend si giocava a calcio nella squadra "il Lupo", la prima straniera fondata nel dopoguerra in questo Paese. "Quando giocavamo contro i tedeschi”, racconta nel docufilm Giovanni Carboni, che presiedeva la squadra, “era come Italia-Germania!"


Fonte: Redazione