Circolo Esteri: inaugurata la mostra “45.55” di Antonia Di Giulio
28-11-2025 12:03 -
GD – Roma, 28 nov. 25 – Al Circolo degli Esteri di Roma è stata inaugurata la mostra “45.55” dell’artista Antonia Di Giulio, nota come la Duchessa di Valmont della pittura italiana, con gli interventi di Achille Bonito Oliva, critico e storico dell’Arte; dell’ambasciatore Gaetano Cortese, autore delle preziosa collana di libri d’arte e storia dedicata alle ambasciate italiane nel mondo; di Marco Maria Cerbo, Capo dell'Unità per il Coordinamento degli Istituti italiani di Cultura Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale ella Farnesina. L’ambasciatore Gaetano Cortese nel rivolgere il suo Indirizzo di saluto all’artista Antonia Di Giulio ha ricordato che "la Duchessa ha già dedicato uno splendido documentario sul Circolo del Ministero degli Affari Esteri, dal titolo 'L’arte sul fiume' che ha riscosso un grande plauso e successo presso i soci e gli amanti delle rive del Tevere". La Di Giulio è tra l’altro ben nota per avere presentato nel 1919 una interessante mostra alla Venice International University nell’Isola di San Servolo di Venezia, d’intesa con il presidente ambasciatore Umberto Vattani, dal titolo “1988-2018”, assieme al talentuoso fotografo statunitense Ralph Gibson, curata dal critico d’arte e storia nonché fondatore di Transavanguardia Achille Bonito Oliva. Come ha evidenziato in quella occasione l’ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'ateneo veneziano, “è stato davvero un incontro importante quello di Antonia Di Giulio con un fotografo di straordinaria sensibilità come Gibson, se il suo punto di arrivo sta proprio nella rarefazione, nell’abbandono di ogni traccia cromatica, di ogni delicata sfumatura“. Al termine del suo intervento l’amb. Cortese ha rivolto all’ospite vivissime felicitazioni per il "Premio Internazionale Books for Peace 2025", conferitole dal presidente Antonio Imeneo con la seguente motivazione: “All’artista di fama e riconoscimento mondiale, che ha raggiunto il successo in molti paesi, la Duchessa di Valmont della pittura italiana”. Il premio è stato consegnato nel corso della mostra tenutasi nella Sala degli Artisti della Palazzina storica del Circolo degli Esteri con un grande applauso da parte di tutti gli ospiti e personalità presenti all’evento. Antonia Di Giulio è nata a Sabaudia, vive e lavora a Roma. Allieva di Paolo Cotani, nel 1987 si è laureata in Storia dell’Arte presso l’Università “La Sapienza” di Roma. I suoi primi lavori risalgono alla fine degli anni 70 e trovano ispirazione nel mondo concettuale e nel minimalismo. Nei primi anni 80, restando fedele alla pittura-pittura, crea opere di grande formato, per lo più bianche con accenni di colore, argenti, grigi, celesti. La pittura è velata da due bianchi, uno trasparente e uno opaco, con un effetto aereo e profondo. Questi lavori diventano "le nuvole", secondo Luigi Ontani. Nel 1988 è a New York dove Ralph Gibson la ritrae per la sua opera di “New York from the italian series” che esce pubblicata su DARKROOM PHOTOGRAPHY, May 1990. L’incontro con Mario Schifano è del 1990. Nasce una grande e profonda amicizia e una vitale collaborazione artistica. La fotografia è il mezzo naturale di questo scambio artistico con un autoritratto fotografico in bianco e nero realizzato da Mario Schifano ove l’artista compare in atteggiamento provocatorio accentuato da un lussuoso abito settecentesco. Nel 2002 a New York incontra di nuovo Ralph Gibson che le dedica la seconda serie di ritratti. Nel 2003 Mario de Candia presenta la mostra “Come attraversare? Io, Mario e Sabaudia”. In quel periodo la ricerca pittorica di Antonia Di Giulio si rivolge ad esplorare un mondo più interiore; le superfici diventano quasi dei monocromi e il silenzio sembra essere l’elemento principale del suo linguaggio espressivo, come scrive Elio Rumma nella mostra “Il colore del silenzio” presso il Forum Austriaco di Cultura nel 2007. Nel 2019 nella mostra dal titolo “1988-2018 Antonia Di Giulio”, curata da Achille Bonito Oliva, presso la Venice International University, Venezia, attraverso 14 fotografie e 14 quadri, l’esposizione costruisce una dialettica tra sguardi fotografici e riflessi pittorici. Nel 2023 e nel 2024 due eventi segnano il completamento e la chiusura del progetto iniziato nel 1991 con Mario Schifano anche con la donazione del costume ‘700 al museo Boncompagni Ludovisi, Roma. Nell’aprile 2025 l’artista viene invitata da M. Grazia Messina ad una sua lezione “La fotografia e la pittura Mario Schifano, Antonia Di Giulio” presso il corso di Storia della fotografia di Ilaria Schiaffini, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma.