Al Festival della Diplomazia di Roma, capitale internazionale di movimenti mondializzazione, ci si è chiesto, non certo provocatoriamente, se c’è bisogno di diplomazia? Quali sacrifici sono richiesti per difendere un ordine internazionale basato sui valori condivisi? Oltre 500 ospiti per 120 eventi hanno risposto con convinzione al bisogno di confronto e dialogo nelle giornate del XVI Festival della Diplomazia, svoltosi a Roma dal 14 al 24 ottobre 2025.
Nel corso di questi 10 giorni, il Festival ha messo al centro del dibattito internazionale il tema guida: “Il costo dei principi”, spaziando fra il ruolo del multilateralismo e i modelli democratici, con uno sguardo focalizzato sul costo dell’impegno globale e il ruolo che oggi deve assumere l'Unione Europea.
L’edizione 2025 del Festival della Diplomazia ha ottenuto il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica e ha visto la partecipazione di decine di protagonisti di rilievo internazionale e italiano, fra accademici, diplomatici, economisti, policy-maker e rappresentanti istituzionali.
John Ikenberry, Daniel Drezner, Jeffrey Sachs, Tol Gonul, Laurie Trautmann, Bar Tal, Trita Parsi, sono alcuni degli esperti stranieri che hanno animato gli incontri della “maratona diplomatica”, insieme ai diplomatici italiani Giampiero Massolo, Riccardo Guariglia, Umberto Vattani, Pasquale Ferrara, Ettore Sequi, Michele Valensise, Armando Varricchio, Giorgio Starace, Pietro Sebastiani e Maurizio Melani.
Non sono mancati alcuni format ormai storici della manifestazione che si sono svolti nel Centro Studi Americani a cui hanno partecipato ben 22 ambasciatori (UE presso la Santa Sede, Georgia, India, Giappone, Canada, Moldavia, Kazakhstan, Kosovo, San Marino, Francia, Germania, Svizzera, Estonia, Ecuador, Azerbaijan, Armenia, Australia, Malesia, Myamar, Indonesia, Filippine, Thailandia) e Meet the Press, momento di confronto fra studenti e giornalisti che seguono l’Italia per testate straniere. In totale sono state oltre 30 le location sparse nella città e hanno ospitato eventi serali le Ambasciate di Cina, Cechia, Slovacchia, Emirati Arabi Uniti, Canada, Romania, Brasile, Sud Africa, Azerbaijan.
Due i corsi professionali dedicati ai giornalisti, uno sulla disinformazione in Europa e l'altro sulla libertà di stampa.
Ai giovani interessati a intraprendere un percorso professionale di alto livello è stata dedicata la giornata-studio “Professione Cooperante”, promossa da Marco Riccardo Rusconi direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) , con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e del portale Info-Cooperazione.it. L’evento si è svolto nella sede dell’AICS a Roma, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, organizzazioni della società civile, università e studenti. L’incontro è stato aperto a tutti gli atenei italiani grazie alla collaborazione con il CUCS – Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo e ha incluso anche una sessione pratica rivolta a cinquanta laureandi impegnati in un’esercitazione su un caso di studio in ambito umanitario.
L’edizione 2025 ha visto oltre 10.000 partecipazioni in presenza e conseguito un ottimo risultato anche sui canali digitali, con oltre 248.000 visualizzazioni e più di 1.300 “mi piace” complessivi, confermando la crescente attenzione del pubblico verso i temi della diplomazia e della cooperazione internazionale. La diffusione dei contenuti attraverso Facebook, Instagram, LinkedIn, YouTube e X ha permesso di ampliare significativamente la platea di riferimento, rafforzando la visibilità del Festival in tutta Italia e il suo ruolo come piattaforma di dialogo tra istituzioni, mondo accademico e cittadinanza. A ciò si aggiunge come elemento distintivo la realizzazione di due playlist ufficiali (Simboli, condizioni, cause ed effetti: il costo dei principi) e (Dazi, prezzi ed altri screzi), che hanno accompagnato la componente digitale-didattica e arricchito l’esperienza online del Festival.
Il successo di questa edizione è legato al contributo essenziale di istituzioni (Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo in Italia, Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Cassa Depositi e Prestiti, Ciheam Bari, Federazione del Mare, Regione Lazio, LazioInnova e Roma Capitale), partner e sponsor (Mundys, Generali, Philip Morris Italia, Intesa San Paolo, A2A, Leonardo, Tls Contact, Bonelli Erede, Almaviva BlueBit, Elt Group, Federazione del Mare), Università (Dipartimento di Scienze Politiche di Sapienza Università di Roma, Università di Tor Vergata e BA di Global Governance, Università degli Studi di Roma Tre, LUISS Guido Carli, Lumsa Università e Cenacolo di Studi Diplomatici e Internazionali, Università degli Studi Internazionali di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, John Cabot University), centri culturali (Centro Studi Americani, Hanns Seidel Stiftung, ISPI, IAI, ECFR, Aspenia, Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù, Il Caffè Geopolitico, Accademia del Cerimoniale, Geopolitica.info, Scuola sulla Complessità, The Commonwealth Club of Rome, Map For Future).
La XVI edizione del Festival della Diplomazia ha inoltre confermato ancora una volta Roma come centro internazionale del dibattito sulle relazioni globali, la cooperazione multilaterale, la diplomazia contemporanea e le nuove generazioni. Con il tema “Il costo dei principi” si è offerta una riflessione critica e attuale su quanto oggi bisogna investire per difendere i valori fondamentali della nostra cultura e società occidentale.
Il Festival dà ora appuntamento all’edizione 2026, continuando il suo impegno per promuovere il dialogo, la formazione e l’apertura globale.
Per ogni approfondimento, immagini, video on-demand e materiali stampa: www.festivaldelladiplomazia.eu