Moldova: amb. Nica, «forte entusiasmo e convinzione verso adesione a UE»

24-10-2025 08:00 -

GD – Roma, 24 ott. 25 – Tra i non addetti ai lavori la Moldova è un paese poco identificabile. Nello scacchiere dell'Europa orientale la sua collocazione a stretto contatto con l'Ucraina e la Romania non è infatti molto nota. Ma è strategica. Eppure è un Paese dell'Europa dell'Est, già repubblica sovietica, è caratterizzato da un territorio variegato che include foreste, colline rocciose e vigneti. La regione vinicola Nistreana è nota per i suoi vini rossi, mentre la zona del Codru ospita alcune delle cantine più grandi al mondo. La capitale Chișinău ha un'architettura in stile sovietico e ospita il Museo nazionale di Storia, con opere d'arte e collezioni etnografiche che riflettono i legami culturali con la vicina Romania. Paese con il quale condivide anche la lingua. La capitale è Chișinău, conta una popolazione di 2,4 milioni di abitanti, sparsi su un'area di 33.846 km. E dentro nel suo territorio c'è un'enclave se dicente autonoma, la Repubblica Moldava della Transnistria (non riconosciuta dal sistema ONU), ma con una forte presenza militare e politica russa. Insomma, quasi una spina nel fianco a ricordare la sudditanza del passato.
A Roma la Repubblica di Moldova è ben rappresentata dall'amb. Oleg Nica. Entrato nel servizio diplomatico da oltre 21 anni, padre felice di 3 figlie, due gemelle quindicenni promettenti ginnaste, e una bambina di 4 anni che certamente seguirà le orme delle sorelle maggiori.
L'amb. Nica è uno di quei giovani che si sono guadagnati i “galloni” sul campo, lavorando con impegno e dedizione. Con il supporto della sua squadra, è riuscito a rendere pienamente operativi i servizi consolari della Repubblica di Moldova nel Nord Italia.
La comunità moldava conta nel nostro Paese circa 300 mila persone ed è la più grande comunità moldava all'estero. I moldavi attivi in Italia che hanno versato contributi all'INPS fino al 2022 erano 272.000. Durante l'ultimo referendum costituzionale, che si è svolto in concomitanza con il primo turno delle elezioni presidenziali il 20 ottobre 2024, oltre 97.000 cittadini moldavi hanno votato dall'Italia.
Come ha ricordato lo stesso diplomatico di Chișinău, un momento significativo nelle relazioni bilaterali si è avuto il 9 luglio scorso quando la presidente della Moldova, Maia Sandu, 53 anni (portati molto bene), è stata ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontro che ha rafforzato i legami di amicizia e cooperazione tra Moldova e Italia.
L'entusiasmo dell'ambasciatore Nica per il suo Paese è palpabile e traspare dalle descrizioni che fa con dovizia di particolari delle peculiarità delle sua patria. Uno dei prodotti moldavi più apprezzati è il vino, di cui si vendono annualmente in Italia circa 100 mila bottiglie. In Moldova esiste un'importante cantina, la Cricova, nota per le sue spettacolari e estese gallerie sotterranee, che si estendono per circa 120 km, in gran parte visitabili e che rappresentano un'attrazione turistica di rilievo. I turisti italiani risultano essere tra i visitatori stranieri più numerosi in Moldova.
In una lunga e piacevole conversazione con il quotidiano GIORNALE DIPLOMATICO, l'ambasciatore ha sottolineato i recenti progressi democratici nel suo Paese, evidenziando al contempo le interferenze esterne senza precedenti che hanno cercato di influenzare l'opinione pubblica e ostacolare il percorso europeo del Paese. La Russia, da tempo, cerca di condizionare la vita dei cittadini dei Paesi limitrofi con la classica disinformazione, seminando il terrore con false informazioni sui Paesi occidentali e sull'Unione Europea. Come l'infondata accusa di voler ”distruggere l'identità dei moldavi” o “chiudere le chiese ortodosse”.
Malgrado questi subdoli condizionamenti esterni, il referendum per l'adesione all'Unione Europea è passato con 10.500 voti di scarto, considerando che circa 138.000 elettori sono stati corrotti e la situazione è sotto investigazione da parte della polizia moldava. Anche alle recenti elezioni parlamentari, tenutesi il 28 settembre scorso, circa 70% dei cittadini ha espresso il voto per i partiti politici che si dichiarano filo-europei. Insomma, un chiaro segnale della ferma scelta europea del popolo moldavo.
L'Unione Europea ha approvato il Moldova Growth Plan, un piano di sostegno da 1,9 miliardi di euro volto a promuovere la crescita del Paese, attraverso riforme, modernizzazione e sviluppo dei settori strategici della Repubblica di Moldova. Si tratta di un'opportunità significativa anche per le imprese Italiane, che potranno contribuire attivamente all'ammodernamento e allo sviluppo sostenibile della Moldova.
GD.: Quali sono i rapporti commerciali della Moldova con l'Italia e in quali settori c'è il maggiore potenziale di crescita della cooperazione bilaterale con l'Italia?
* Amb. Oleg Nica: «Quest'anno abbiamo celebrato 33 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Moldova e l'Italia, che nel tempo hanno registrato una crescita costante sia sul piano politico che su quello economico e commerciale. I nostri Paesi sono ispirati da un partenariato solido e duraturo, fondato su valori comuni e su una profonda amicizia tra i nostri popoli.
L'Italia è uno dei principali partner economici della Moldova e ospita la più numerosa comunità moldava tra gli Stati membri dell'Unione Europea. Grazie all'apertura e all'accoglienza del popolo italiano, i nostri concittadini si sono integrati con successo nella società italiana, contribuendo in modo tangibile allo sviluppo economico e sociale del Paese. Questo legame umano rappresenta un ponte tra le nostre nazioni, che alimenta ogni giorno la cooperazione economica e culturale.
Sul piano commerciale, l'Italia si conferma tra i principali partner della Repubblica di Moldova per esportazioni, importazioni e investimenti. Molte imprese italiane hanno scelto di investire nel nostro Paese. E oggi l'Italia occupa il quarto posto tra i principali investitori stranieri. Nel 2024, essa si è inoltre classificata al sesto posto tra i partner commerciali della Moldova a livello mondiale: il valore del commercio bilaterale ha raggiunto 716,31 milioni di $: esportazioni per 238,72 milioni di $, il 6,72% del totale delle esportazioni; importazioni per 477,59 milioni di $, il 5,27% del totale delle importazioni della Repubblica di Moldova».
GD.: Su quali settori economici sta puntando la Moldova per attrarre maggiori investimenti esteri, per diversificare la sua economia e cosa state facendo per invogliare investitori e industrie italiane?
* Amb. Oleg Nica: «Una delle priorità della nostra missione diplomatica è la promozione della diplomazia economica. Esiste un ampio potenziale di crescita dei partenariati economici, integrando maggiormente le imprese e il know-how italiano nella filiera produttiva moldava. Molti imprenditori italiani hanno conosciuto la Moldova grazie ai nostri connazionali che vivono e lavorano qui, i veri ambasciatori del nostro Paese. Crediamo fortemente che settori come l'agritech, le energie rinnovabili, l'industria farmaceutica e la trasformazione agroalimentare offrano un grande potenziale di sviluppo.
La Moldova si sta preparando a utilizzare in modo efficiente i fondi europei destinati alla modernizzazione e alla crescita economica del Paese. Auspichiamo che le imprese italiane possano essere tra i principali protagonisti di questo processo.
La Repubblica di Moldova avrà inoltre un ruolo importante nella futura ricostruzione dell'Ucraina, quando la pace sarà ristabilita nella regione. Il nostro Paese si prepara a diventare un nodo logistico in questo processo e invitiamo tutte le aziende italiane a contattarci per ottenere maggiori informazioni o per facilitare il dialogo con le con le nostre istituzioni competenti.
Pur essendo un Paese di piccole dimensioni, la Moldova contribuisce in modo significativo alla produzione globale. Siamo, ad esempio, il primo esportatore di prugne nell'UE (2023), l'ottavo al mondo per le noci, l'undicesimo per le ciliegie; rientriamo tra i primi venti Paesi al mondo per le mele e l'uva. I nostri vini, premiati ogni anno nei concorsi internazionali, rappresentano una parte essenziale della nostra identità e tradizione.
L'Italia è inclusa tra i 22 mercati target previsti dal Piano Nazionale per l'Attrazione degli Investimenti e la Promozione delle Esportazioni 2024–2028, che individua un potenziale ancora da valorizzare per l'export moldavo verso l'Italia, in particolare nei settori agroalimentare, manifatturiero e dei servizi (trasporti, ICT e servizi alle imprese). Infine, vediamo un notevole potenziale anche nel turismo, nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturale e nella promozione degli scambi turistici con l'Italia».
GD.: A proposito dell'adesione della Moldova all'Unione Europea, cosa si sta facendo per allineare il sistema legislativo e istituzionale alle “regole” dell'Unione Europea e quali sono i punti che restano da superare per l'adesione?
* Amb. Oleg Nica: «Senza dubbio, il processo di adesione è complesso e articolato e implica l'allineamento dell'intero quadro legislativo nazionale ai 35 capitoli dell'acquis comunitario. Siamo consapevoli che il tempo è breve, ma l'impegno e la volontà del popolo moldavo di entrare a far parte della famiglia europea ci spingono ad accelerare tutte le riforme necessarie affinché entro il 2028 possiamo essere pienamente pronti per l'adesione».
GD.: La Moldova pensa di superare il dettato Costituzionale che sancisce lo stato di neutralità permanente del Paese per richiedere l'adesione alla NATO?
* Amb. Oleg Nica: «La Costituzione della Repubblica di Moldova sancisce espressamente la neutralità permanente del Paese e le eventuali discussioni pubbliche sulla revisione di questo status rientrano nella libertà di espressione propria di una società democratica. Per la Repubblica di Moldova il rapporto con la NATO si basa su un partenariato che affonda le sue radici negli anni '90, quando è stato firmato il Partenariato per la Pace.
Un aspetto importante che desidero sottolineare è che la NATO e gli Stati membri dell'Alleanza rispettano pienamente lo status di neutralità della Repubblica di Moldova, a differenza della Federazione Russa, che lo viola in modo flagrante mantenendo illegalmente le proprie truppe sul territorio del nostro Stato. Siamo consapevoli delle paure promosse da uno Stato straniero riguardo a un'ipotetica adesione della Moldova a un blocco militare occidentale. Sono timori che fanno parte dell'arsenale propagandistico russo contro il nostro Paese.
Tuttavia, vorrei evidenziare che negli ultimi anni la Moldova ha rafforzato in modo significativo la propria resilienza contro attacchi cibernetici, ibridi e altre forme di ingerenza esterna.
In questo contesto, l'Unione Europea rappresenta un partner fondamentale per il consolidamento delle nostre capacità di difesa, sicurezza e gestione delle crisi. Oggi la Moldova è profondamente diversa da quella di quattro anni fa: più forte, più stabile e più resiliente».
GD.: Cosa resta da fare ancora in Moldova per superare definitivamente le pressioni “esterne” che da sempre condizionano la vita sociale e politica del Paese e come mitigare le tensioni con il “vicino scomodo”, ossia la Transnistria, e cosa può fare la Moldova per aiutare l'Ucraina nella sua fiera resistenza contro il tentativo di aggressione russa?
* Amb. Oleg Nica: «La regione della Transnistria non è un “vicino scomodo”, ma è una parte integrante del nostro Paese, abitata da cittadini moldavi. La strategia della Moldova rimane quella di una soluzione pacifica e sostenibile del conflitto, basata sulla reintegrazione del Paese entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale.
L'economia della regione della Transnistria beneficia pienamente delle relazioni commerciali tra Moldova e l'Unione Europea: nei primi sei mesi di quest'anno, circa il 79% del commercio della regione è stato destinato al mercato UE, mentre circa la metà delle importazioni proviene dagli Stati membri dell'Unione.
Questo dato dimostra chiaramente che la direzione europea è una scelta naturale e condivisa anche da una parte significativa della popolazione della regione».
GD.: Cosa pensa di fare la Moldova per superare la dipendenza energetica dal gas russo?
* Amb. Oleg Nica: «Fino a due anni fa Moldova dipendeva al 100% dal gas russo, una situazione che ci rendeva vulnerabili al ricatto energetico ma anche politico ed economico di Mosca. Oggi, grazie all'interconnessione con la rete europea attraverso la Romania, siamo pienamente integrati nel mercato energetico europeo e possiamo acquistare gas alle migliori condizioni disponibili sul mercato, senza essere ricattati.
Entro dicembre è previsto di interconnettere direttamente la rete elettrica moldava con la rete elettrica dell'UE e questo passaggio sarà una tappa decisiva verso l'indipendenza energetica e la sicurezza nazionale».
GD.: Qual è la sua visione per la Moldova in termini di stabilità politica, sviluppo economico e posizione nella comunità internazionale nei prossimi anni?
* Amb. Oleg Nica: «Nonostante una forte interferenza da parte della Federazione Russa in occasione del referendum dello scorso anno e nelle recenti elezioni parlamentari, ove gruppi criminali finanziati da Mosca hanno tentato di corrompere gli elettori e di compromettere il percorso europeo del Paese, il popolo moldavo ha espresso chiaramente la propria scelta: l'Europa.
La Moldova condivide con l'Ucraina oltre 1.200 km di confine; si può immaginare quali rischi correrebbe la regione se nel nostro Paese vi fosse un governo controllato da Mosca. Proprio per questo la Moldova rappresenta oggi un fattore di stabilità nell'Europa dell'Est.
Siamo convinti che l'adesione all'Unione Europea porterà benefici non solo alla Moldova, ma anche alla sicurezza e alla prosperità dell'intera regione».
GD.: Come giustifica il fatto che in Italia ci siano tante persone che “giustificano” o “riconoscono” le ragioni della Russia e della sua Operazione Speciale contro l'Ucraina?
* Amb. Oleg Nica: «Innanzitutto, l'aggressione russa contro l'Ucraina non è un'“operazione speciale”, ma una guerra brutale e ingiustificata. Le narrazioni che cercano di spiegare o di giustificare questa guerra sono il risultato della disinformazione e della propaganda del Cremlino, che purtroppo ha raggiunto anche parte dell'opinione pubblica europea, compresa quella italiana.
Credo che molto dipenda dal fatto che chi non ha mai vissuto sotto il dominio russo difficilmente può comprendere fino in fondo cosa significhi perdere la libertà, la dignità e la possibilità di decidere del proprio destino. Per molti di noi, che abbiamo conosciuto il peso dell'influenza sovietica, la libertà non è un concetto astratto, ma una conquista quotidiana, che richiede coraggio, memoria e responsabilità. Oggi la Russia tenta di legittimare una guerra di aggressione con argomenti storici o geopolitici. Ma la verità è semplice: non esiste alcuna “operazione speciale” che possa giustificare la distruzione, le vittime e la negazione del diritto di un popolo a decidere il proprio futuro. Costruire una società libera significa riconoscere che l'uomo, la sua dignità e la sua libertà sono valori supremi.
Nulla può giustificare questa guerra. La solidarietà internazionale verso l'Ucraina è non solo giusta, ma indispensabile per difendere i valori della libertà, della democrazia e della pace nel nostro continente europeo».
GD.: Cosa fare per colmare questa mancata conoscenza rispetto ai modi che da sempre usano i russi per condizionare la vita di popoli e paesi indipendenti?
* Amb. Oleg Nica: «Per sanare questa mancata conoscenza è necessario investire nell'informazione corretta, nella cooperazione tra media, istituzioni accademiche e società civile. La Moldova è pronta a condividere la propria esperienza nella lotta contro la disinformazione e le ingerenze straniere, un campo in cui abbiamo sviluppato competenze significative.
Credo che più scambi culturali, più dialogo e più conoscenza reciproca rappresentino l'antidoto più efficace contro la manipolazione e la propaganda».

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni